loading...
Visualizzazione post con etichetta FIRMA. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta FIRMA. Mostra tutti i post

lunedì 5 settembre 2016

Europarlamentare Italiano arriva Firma e Scappa via




.L’europarlamentare italiano arriva all’ultimo minuto solo per avere la diaria da 300 euro.
Incalzato da un giornalista olandese che gli chiede conto del suo arrivo in Parlamento solo alle 18.30 per firmare e assicurarsi la diaria di 300 euro, l’Europarlamentare Pdl (FORZA ITALIA) Baldassarre prima finge di non capire, poi si scaglia contro il giornalista.
Raffaele Baldassarre, eurodeputato Pdl (FORZA ITALIA) litiga sulla diaria con un giornalista olandese .
"Perché arriva alle 18,30 per firmare e andarsene?" Il giornalista della web tv olandese GeenStijl pone questa semplice domanda a Raffaele Baldassarre, eurodeputato Pdl,  (FORZA ITALIA) eletto nel 2009 al Parlamento Europeo. Il riferimento è ai circa 300 euro di diaria che ci si assicura per ogni giornata di presenza, in caso di firma. Il cronista olandese chiede conto a Baldassare del perché si rechi al lavoro a tarda sera e soltanto per firmare.

.

.


L'eurodepuato però prima scansa le domande difendendosi dietro un approssimativo: "I don't capisco". Poi la situazione precipita e il politico si scaglia con violenza contro il giornalista, cercando di sottrargli il microfono.
L'ITALIA sempre considerato il parlamento europeo un posto dove mandare i rifiuti della politica interna, poi ci lamentiamo delle leggi europee, che siamo penalizzati dalle normative bla bla bla...
I PARLAMENTARI ITALIANI sono tra i meglio pagati e quelli con il record di assenze.

leggi anche
http://cipiri.blogspot.it/2016/09/parlamento-italiano-assenteisti-domina.html
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALI
 OGNI DESIDERIO  REALIZZATO 
IL TUO FUTURO ADESSO 
entra in
MUNDIMAGO


sabato 1 agosto 2015

Per Cecil Firma Petizione: Salviamo i Leoni Africani


Il cretino della savana

Il bipede ridens a sinistra nella foto è un cretino. Si chiama Walter Palmer, fa il dentista in Minnesota e ha speso 55 mila dollari per arrivare a scattare questa immagine che lo immortala accanto alla sua preda: il leone simbolo dello Zimbabwe, da lui ucciso in un parco naturale con l’aiuto di due bracconieri. Una bravata che ha già provocato i primi sconquassi nell’ecosistema. L’altro leone dominante del parco sta infatti cominciando a sbranare i cuccioli non più protetti del defunto. 


Assedio al killer di Cecil: il dentista che ha ucciso il "re leone" costretto a chiudere lo studio

Se sarà riconosciuto colpevole di caccia illegale in un'area protetta, rischia l'estradizione e una durissima condanna. Ma Walter Palmer, il dentista americano che ha ammesso di aver partecipato all'uccisione di Cecil, leone simbolo dello Zimbabwe, sta già scontando una parte della sua pena: centinaia di manifestanti assediano il suo studio odontoiatrico esprimendo sdegno per la sua impresa, tanto che Palmer è stato costretto a sospendere la sua attività, consigliando ai pazienti di rivolgersi altrove. Dopo la nota in cui Palmer si dichiarava "rammaricato" per la morte di Cecil - un leone di 13 anni, star del parco di Hwange e parte di un progetto di ricerca dell'Università di Oxford - ma anche convinto che la sua battuta di caccia fosse legale, il dentista del Minnesota ha scritto ai suoi pazienti, secondo quanto riportato dall'emittente KMSP della Fox, per dire loro che al momento non gli è possibile continuare la sua attività lavorativa. "Capisco e rispetto - ha scritto - che non tutti condividono le stesse idee sulla caccia". Per uccidere Cecil, il primo luglio, il dentista avrebbe pagato 50mila dollari alle guide locali: il felino è stato attirato con un'esca fuori dai confini del parco (dove non avrebbe potuto essere cacciato) per essere prima ferito e poi ucciso con un colpo di fucile dopo 40 ore di agonia. L'animale è stato anche decapitato e scuoiato. Palmer non si è ancora mostrato in pubblico e non si sa ancora dove sia, mentre i due uomini che lo hanno aiutato nell'impresa sono comparsi ieri in tribunale a circa 700 chilometri dalla capitale Harare. Theo Bronkhorst, il cacciatore professionista, è stato rilasciato con una cauzione di mille dollari e - se condannato per non avere impedito una caccia illegale - rischia fino a 15 anni di carcere. Nessuna accusa per Honest Trymore Ndlovu, il proprietario del terreno su cui è stato attirato Cecil, che è stato rilasciato.


Un dentista del Minnesota è finito sulle pagine di tutti i giornali per aver ucciso Cecil, un leone assolutamente innocuo, e simbolo di un intero paese.

Ma da questa barbarie può nascere un’occasione unica per salvare i leoni di tutto il mondo.

Ricconi da Italia, Europa e Stati Uniti, pagano cifre assurde per andare in Africa e far fuori leoni e altri animali a rischio, e poi riportarsi le teste a casa come trofei.

Ma se agiamo sull’onda di questo scandalo, possiamo convincere Europa e Stati Uniti a proibire l’importazione di questi macabri trofei.

Molti politici sono già favorevoli a questa proposta, ma non la sentono come una priorità: per vincere serve una mobilitazione globale mai vista prima. Possiamo farcela: questa email raggiunge già l’1,4% degli utenti di internet del mondo. Basterebbe che ognuno di noi firmasse e convincesse anche solo un’altra persona a firmare per raggiungere quasi il 3%. Se poi ognuno convincesse altri 3 a firmare, arriveremo al 6%, e così via.

Firma ora la petizione e condividila su Facebook, Twitter, per e-mail… ovunque, prima che giornali e politici si dimentichino di Cecil:

https://secure.avaaz.org/it/save_africas_lions_loc/?bkBgnbb&v=62688

Cecil era il leone più famoso dello Zimbabwe, amato da tutti, famoso per la sua incredibile criniera nera e per essere amichevole con turisti e fotografi.

È stato ucciso in modo crudele, l’hanno braccato per oltre 40 ore, attirandolo fuori da una zona protetta. L’hanno ferito con una freccia e l’hanno lasciato agonizzare tutta la notte. Il giorno dopo, gli hanno dato il colpo di grazia e tolto il collare di monitoraggio. Poi l’hanno decapitato e scuoiato per prendersi i loro trofei di caccia da mostrare ai picnic con gli amici.

Ora ci sono almeno 12 cuccioli di Cecil che rischiano di essere uccisi da altri leoni, una cosa comune quando muore un maschio.

Il fatto è che lo Zimbabwe e gli altri paesi che permettono tali crimini non contrasteranno né regoleranno mai la caccia, perché ci guadagnano troppo. Ma basterebbe che Europa e Stati Uniti proibissero l’importazione di trofei di caccia da paesi che non hanno dimostrato di gestire in modo sostenibile la caccia per salvare tutti gli altri leoni del Pianeta.

È una misura addirittura banale, che ha già l’appoggio di diversi capi di stato europei, ma senza un’enorme mobilitazione globale non diventerà mai una priorità, e quando i media dimenticheranno Cecil avremo perso questa occasione.

Firma e chiedi ad amici e familiari di firmare a loro volta, per far diventare questa petizione virale e rendere la vittoria possibile:

https://secure.avaaz.org/it/save_africas_lions_loc/?bkBgnbb&v=62688




Abbiamo creato un SITO
per Leggere Le Imago
Poni una Domanda
e Premi il Bottone il
Sito Scegliera' una Risposta a Random
Tra le Carte che Compongono il Mazzo
BUON DIVERTIMENTO
gratis

 ANCHE

PER CELLULARE

DOMANDA
CLIK
E
RISPOSTA

FAI VOLARE LA FANTASIA 
NON FARTI RUBARE IL TEMPO
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'
 OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO 
IL TUO FUTURO E' ADESSO .
 MUNDIMAGO
.

.

sabato 14 aprile 2012

DIAZ : Don't clean up this blood



Diaz, condanne per i vertici della polizia


Diaz, condanne confermate


per tutti i vertici della polizia



 "DIAZ Don't clean up this blood"


 "DIAZ Don't clean up this blood" regia D. Vicari, prod. D. Procacci
ieri sera c'è stata la prima a genova...
è un film da vedere e da far vedere.
non dice tutto, ma neppure potrebbe. è una parte di quanto fatto solo dalla polizia, alla Diaz e a Bolzaneto nel luglio 2001.
una parte delle torture e delle violenze che hanno commesso.
ma è un film da vedere e da far vedere... perchè non è un film.

-
-
G8 di Genova, il 13 aprile esce nelle sale Diaz,
 il film dedicato alla "macelleria messicana". 
Guarda il trailer .





Trama del film Diaz:
Luca è un giornalista della Gazzetta di Bologna. È il 20 luglio 2001, l'attenzione della stampa è catalizzata dagli scontri tra manifestanti e forze dell'ordine durante il vertice G8 di Genova. In redazione arriva la notizia della morte di Carlo Giuliani. Luca decide di partire per Genova, vuole vedere di persona cosa sta succedendo. Alma è un'anarchica tedesca che ha partecipato agli scontri. Sconvolta dalle violenze cui ha assistito, decide di occuparsi delle persone disperse insieme a Marco, un organizzatore del Genoa Social Forum, e Franci, una giovane avvocato del Genoa Legal forum. Nick è un manager che si interessa di economia solidale, arrivato a Genova per seguire il seminario dell’economista Susan George. Anselmo è un vecchio militante della CGIL e con i suoi compagni pensionati ha preso parte ai cortei contro il G8. Etienne e Cecile sono due anarchici francesi protagonisti delle devastazioni di quei giorni. Bea e Ralf sono di passaggio e hanno deciso di riposarsi alla Diaz prima di partire. Max, vicequestore aggiunto del primo reparto mobile di Roma, comanda il VII nucleo e non vede l'ora di tornare a casa da sua moglie e sua figlia. Luca, Alma, Nick, Anselmo, Etienne, Marco e centinaia di altre persone incrociano i loro destini la notte del 21 luglio 2001.

USCITA CINEMA: 13/04/2012
GENERE: Drammatico
REGIA: Daniele Vicari
SCENEGGIATURA: Daniele Vicari, Laura Paolucci
ATTORI:
Elio Germano, Claudio Santamaria, Rolando Ravello, Aylin Prandi, Alessandro Roja, Monica Birladeanu, Jennifer Ulrich, Renato Scarpa, Davide Iacopini, Paolo Calabresi, Fabrizio Rongione, Ignazio Oliva, Ralph Amoussou, Mattia Sbragia, Francesco Acquaroli, Antonio Gerardi, Eva Cambiale, Emilie De Preissac, Camilla Semino, Michaela Bara

FOTOGRAFIA: Gherardo Gossi
MONTAGGIO: Benni Atria
MUSICHE: Teho Teardo
PRODUZIONE: Fandango, Le Pacte, Mandragora Movies
DISTRIBUZIONE: Fandango
PAESE: Francia, Italia, Romania 2012
DURATA: 127 Min
FORMATO: Colore

CRITICA:
Diaz, prima di ogni altra cosa, e soprattutto prima di essere un pamphlet, un volantino di rivendicazione, è un film. Un film che ha voluto trovare prima di tutto nel cinema, nella struttura narrativa e nelle dinamiche di genere, e poi nei dati fattuali estrapolati dagli atti processuali, fondamenta solide abbastanza da poter resistere alle polemiche e alle partigianerie. Se poi quello di Vicari è un film militante, lo è in forme decisamente insolite per la tradizione del cinema italiano socialmente e politicamente impegnato: la sua militanza non è figlia infatti di una partigianeria politica, ma di un sincero e appassionato afflato democratico, e soprattutto rifugge ogni volontà più direttamente accusatoria e dietrologica, facendosi documento (e non documentario) il più possibile (s)oggettivo. (federico gironi)


Diaz, 

le responsabilità vanno molto in alto

Fin dove deve arrivare la "Pulizia di Stato"

In merito all’editoriale di Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano del 24 aprile dal titolo "Pulizia di Stato", devo dire che mi aspettavo un pezzo molto più forte. Invece la prima cosa che balza agli occhi è che nell’elenco dei responsabili della mattanza di Genova che hanno fatto carriera invece di essere rimossi, mancano i "nomi grossi", per esempio quello di Franco Gratteri, allora direttore dello SCO, oggi capo della DCA, di Gilberto Caldarozzi, allora vicedirettore dello SCO, oggi direttore, di Gianni Luperi, allora vicecapo dell’Ucigos (vice di La Barbera), oggi capo del dipartimento analisi dell’AISI. Tutti presenti alla Diaz. Tutti condannati in appello. Tutti ripresi nel famoso filmato delle molotov dal quale si capisce bene perché non è stato destituito quel dirigente che portò materialmente le molotov nella scuola. Tutti beneficiari di luminose carriere. A proposito dell’episodio delle molotov, nel filmato si vede anche Luperi con in mano la busta contenente le molotov, ricevute da Caldarozzi, come ammise lui stesso messo alle strette dai pm. Caldarozzi lo ritroveremo da direttore dello SCO impegnato nel 2006 nella cattura - o consegna? - di Provenzano, uno dei punti nodali della nostra storia recente, uno dei segreti di Stato più inviolabili. Ma questa è un’altra storia, o forse no, è proprio la stessa. Dunque i fedelissimi di Gianni De Gennaro. Già, Lui. Anche De Gennaro, allora capo della polizia, oggi capo dei servizi segreti, non viene nominato da Travaglio, eppure, al di là dell’esito giudiziario in termini di imputazioni e di condanne, il suo ruolo è ben chiaro, basta ricordare tra i fatti più noti la testimonianza dell’ex vicecapo vicario della polizia Andreassi, costatagli la carriera (parlare con i magistrati... non si fa... a De Gennaro non è proprio piaciuto...) o l’invio a Genova del fedele Arnaldo La Barbera o ancora la vicenda della testimonianza del questore Colucci, costata a De Gennaro e Mortola un processo per induzione alla falsa testimonianza, finito in Cassazione come sappiamo, ma senza che ciò possa cancellare delle verità ormai acquisite.
Che dire di Manganelli? Anche lui, un altro dei De Gennaro-boys, non era all’epoca l’ultimo degli agenti di polizia, essendone vicecapo, il vice di De Gennaro. Ha assunto un atteggiamento ostile al lavoro della magistratura e all’acceratamento della verità, come rileva il pm Zucca in vari documenti giudiziari. Certo, non fu presente a Genova, ma la verità è una sola: dopo la macelleria messicana della Diaz e le torture di Bolzaneto, dopo il disastro della gestione delle manifestazioni, la morte di Carlo Giuliani, i vertici della polizia si sarebbero dovuti azzerare, indipendentemente dalle responsabilità penali individuali. Ciò avrebbe anche consentito alla magistratura di poter svolgere il suo compito e oggi avremmo altre verità giudiziarie molto più compiute. Perché non è dovuto solo al fatto che vergognosamente l’Italia non ha recepito il reato di tortura se le pene sono state così basse, ma anche e soprattutto all’intralcio alle indagini causato dal dover indagare su vertici della polizia ancora in carica e sempre più potenti.
Il capo della polizia si sarebbe dimesso in qualsiasi paese normale, ma siamo in Italia, il capo della polizia non era uno qualsiasi ma il potentissimo ieri come oggi Gianni De Gennaro e quello che accadde a Genova in quei giorni non fu frutto di eccessi o incapacità, ma di un preciso disegno. Tra le tante "medaglie" di De Gennaro va anche quella di aver stroncato un grande movimento mondiale che faceva paura ai "grandi della Terra".
All’indomani dei fatti di Genova tra le voci che si ersero a difesa del capo della polizia troviamo quella di Giorgio Napolitano, ex ministro dell’Interno. Ecco lo stralcio di un’intervista al Corriere della Sera del 28 luglio 2001, importante per comprendere il clima di sostegno bipartisan di cui godette (e tuttora gode) De Gennaro, come bipartisan era stata la sua nomina:
Berlusconi ha reagito alle critiche provenienti dall’Italia e dall’estero rinfacciandovi che sono stati i governi di centrosinistra a nominare "il capo della polizia, il vice capo, il questore di Genova, i capi dei servizi". Non è così? «Esatto: il nuovo governo non ha effettuato cambiamenti nei posti di responsabilità. Peraltro, alla nomina più importante, quella del capo della polizia, si era proceduto in un passato non lontano con il consenso dell’ allora opposizione di centrodestra». Fosse per lei, Giovanni De Gennaro lo rinominerebbe? «A nominarlo è stato il governo Amato. Io lo avevo avuto due anni e mezzo come collaboratore e ne ho apprezzato le qualità e la dedizione. Non credo che la domanda abbia senso. Non è in questione l’affidabilità del capo della polizia, il quale tra l’altro ha annunciato un’ inchiesta interna, specificamente sulla scuola Diaz e la caserma di Bolzaneto». [abbiamo visto...]
In carica c’era il governo Berlusconi, Fini vice premier presente a Genova, Scajola ministro dell’Interno, ma le responsabilità politiche sono bipartisan. Non dimentichiamo le prove generali di Genova che furono fatte appena quattro mesi prima a Napoli, il 17 marzo, con le violente cariche alla manifestazione contro il Global Forum e le torture alla caserma Raniero, sotto il governo Amato di centro-sinistra.
Una piccola notazione per renderci conto di quale sia il livello della libertà di parola e di espressione in questo Paese e di quanto siano potenti i responsabili della mattanza di Genova. Non solo Manganelli "avrà senz’altro visto" il film come ipotizza Travaglio, ha fatto di più: ha visionato la sceneggiatura prima che lo stesso fosse girato. Già solo questa notizia avrebbe dovuto fare scandalo, ma siamo assuefatti a tutto e tutto ci sembra normale.
Credo che Manganelli per rispondere all’appello di Travaglio dopo aver messo alla porta buona parte dei vertici della polizia, dovrebbe dimettersi lui. E poi andare a raccontare alla magistratura tutto quello che veramente sa. Ma questa è fantascienza. La verità è che il potere in Italia è costruito sul sangue, sul sangue di Falcone e Borsellino, delle stragi del ’92-’93, ma anche quello dei ragazzi barbaramente picchiati e torturati nel 2001. Un unico filo di potere unisce tutto. Spesso gli stessi uomini... se uscirà la verità, illuminerà la storia d’Italia tutta, ma la verità ce la dobbiamo conquistare, senza pregiudizi, essendo pronti al fatto che deve per forza essere cruda, molto più cruda e indicibile di quanto possiamo immaginare.
Adriana Stazio

GENOVA NON È FINITA: FIRMA L’APPELLO

http://cipiri.blogspot.it/2012/06/genova-non-e-finita-firma-lappello.html
GENOVA NON È FINITA.
DIECI, NESSUNO, TRECENTOMILA…
APPELLO ALLA SOCIETÀ CIVILE E AL MONDO DELLA CULTURA
La gestione dell’ordine pubblico nei giorni del G8 genovese del luglio del 2001, rappresenta una ferita ancora oggi aperta nella storia recente della repubblica italiana.

-----------------------------------------------------------------
altro video completo su genova


« OP Genova 2001 »
http://www.archive.org/details/provaetyw3t
(dovete semplicemente pigiare sul « Play » !)
...



Il DVD curato dalla Segreteria del GLF sulla gestione dell'Ordine Pubblico durante il vertice G8 a Genova nella giornata del 20 luglio 2001.
Realizzato dalla segreteria Genoa Legal Forum, il video presenta la ricostruzione dei fatti di venerdì 20 luglio 2001 attraverso i documenti acquisiti al processo contro 25 manifestanti accusati di devastazione e saccheggio.
Attraverso video, foto, comunicazioni radio, telefonate 113 e la registrazione audio delle udienze, viene documentato come le FFOO abbiano gestito l'ordine pubblico nel pomeriggio di venerdì tra via Tolemaide e piazza Alimonda.
La disorganizzazione, la mancanza di coordinamento, l'interruzione dei contatti con gli organizzatori dei cortei, l'approccio militare ha trasformato le strade di Genova in un teatro di guerra.
Chi ha dunque messo in crisi l'ordine pubblico a Genova?

In allegato un libretto sulla formazione delle FFOO, in particolare i CCIR protagonisti della 1° carica al corteo delle tute bianche e alla carica in via Caffa che portò all'uccisione di Carlo Giuliani.
Il DVD è multilingue (Italiano, Tedesco, Inglese, Castigliano e Francese) con parti in voice off e parti sottotitolate; la durata è di circa 42 minuti; il formato è PAL; l'audio Dolby; è rilasciato sotto una licenza Creative Commons BY-NC-ND 2.5 Italia.
Il DVD è in vendita al prezzo di 7 euro (+ 2 per la spedizione); il ricavato serve esclusivamente a sostenere le spese della Segreteria Legale.

 leggi anche: http://cipiri.blogspot.it/2011/07/mi-chiamo-mina-ero-alla-diaz-dieci-anni.html


Per ricordare Carlo Giuliani e le violenze al G8 di Genova 2001


Appello per le adesioni alla manifestazione-spettacolo del 21 luglio a Roma.
Per ricordare Carlo Giuliani e le violenze al G8 di Genova 2001
Contro la criminalizzazione delle lotte e dell’opposizione sociale
Contro le politiche del governo Monti che aggravano le condizioni di vita dei più deboli e ne riducono i diritti.

Riunione organizzativa lunedì 11 giugno ore 20.00 nella sede del Consiglio Metropolitano.
Per adesioni e info sulla riunione potete inviare un messaggio su questo account.
http://carnaval-fantasias.blogspot.it/2012/06/per-ricordare-carlo-giuliani-e-le.html?spref=bl 
-

Italia: reato di tortura FIRMA APPELLO

 http://cipiri.blogspot.it/2012/06/italia-reato-di-tortura-firma-appello.html

 

FIRMA L’APPELLO per introdurre in Italia il reato di tortura

LEGGI ANCHE :  http://cipiri.blogspot.it/2015/04/g8-2001-fu-tortura.html



G8 : Blitz della polizia fu tortura
Subito il numero identificativo

Secondo i giudici, è stato violato l’articolo 3 della convenzione europea dei diritti umani sul “divieto di tortura e di trattamenti disumani o degradanti”

La sentenza della Corte Europea che ci condanna per i fatti della Diaz (e Bolzaneto) dimostra senza ombra di dubbio che il governo Berlusconi rappresentava una Destra totalitaria vile e di stile cileno.
Occorrerebbe forse ricordare che in quei giorni a Genova era presente lo stesso Fini, allora, vice-Presidente del Consiglio dell'esecutivo di Centro-Destra del tempo.

La Corte europea dei diritti umani di Strasburgo ha condannato l’Italia per tortura per il comportamento tenuto dalle forze dell’ordine durante l’irruzione alla scuola Diaz avvenuta nella notte tra il 21 e il 22 luglio 2001, alla fine del summit del G8 a Genova. I giudici hanno dichiarato all’unanimità che è stato violato l’articolo 3 della convenzione europea dei diritti umani sul “divieto di tortura e di trattamenti disumani o degradanti”.
-.
GUARDA ANCHE


DOMANDA
CLIK
E
RISPOSTA
http://www.mundimago.org/
FAI VOLARE LA FANTASIA 
NON FARTI RUBARE IL TEMPO
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'
 OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO 
IL TUO FUTURO E' ADESSO .
 MUNDIMAGO
http://www.mundimago.org/
.


 GUARDA ANCHE
LA NOSTRA APP
http://mundimago.org/le_imago.html
.


.
loading...
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Lettori fissi

Elenco blog AMICI

WAEZE & Miky Lowryder